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Comunicare con il corpo: uno strumento da scoprire |
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Scritto da Il Seduttore
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Uno dei luoghi comuni più diffusi in termini di comunicazione è quello che questa passi prevalentemente per il verbale. Può sembrare che a comunicare siano soltanto le parole, sembra che siano solo queste a trasferire i concetti del nostro pensiero. Avete mai posto attenzione al vostro e all'altrui corpo durante le comunicazioni? Avete sentito le sensazioni leggere che passano come brividi dentro di voi quando percepite che qualcosa detta con la bocca non è coerente con ciò che il vostro interlocutore ha fatto con gli occhi oppure con le gambe o le braccia? Vi è capitato di sentire un improvviso gelo che vi attraversa quando il vostro interlocutore sembra voler scappare da voi, un certo senso di disagio? Credo che tutti abbiamo posto almeno qualche volta attenzione a questo genere di sensazioni. Una parte profonda di noi ci ha segnalato qualcosa che andava sentita con il corpo piuttosto che con le orecchie.
Forse non erroneamente usiamo spesso lo stesso verbo per parlare di udire con le orecchie e sentire con il corpo. In effetti se poniamo attenzione al nostro corpo, alle sensazioni che ci arrivano, sentiremo "parole non dette". Il campo energetico che ci avvolge è sensibile alle variazioni di umore e temperatura degli ambienti esterni, quindi è plausibile che se il nostro interlocutore è coinvolto nella discussione lo sarà anche con il corpo e ce lo trasmetterà con il suo calore, se invece si è "raffreddato" il suo corpo ci passerà questa sensazione e questo disinteressamento alla discussione.
Pensate al termine "aperto". Quando diciamo che una persona è aperta alla nostra discussione, ad ascoltare ciò che abbiamo da comunicare? Credo che non lo diciamo quando vediamo che il nostro interlocutore ha incrociato le braccia, le gambe e sembra essersi chiuso a riccio.
"Guardami negli occhi", ti dirò se ti interessa ciò che dico. Da una attenta osservazione degli occhi è possibile percepire se il nostro interlocutore ci stia ascoltando o no. Pensate quando durante il dialogo gli occhi della persona vi sembrano spenti oppure sono vivacemente partecipi dei nostri racconti. Pensate allo sguardo fisso puntato nel vuoto ed allo sguardo coinvolto e divertito, emotivamente partecipe delle emozioni dell'oratore.
"Guarda dove metti i piedi" vuoi forse scappare da ciò che ti dico? Se siamo uno di fronte all'altro e i piedi sono rivolti gli uni di fronte agli altri è manifesto l'interessamento alla discussione, ciò comincia a venir meno se l'interlocutore rivolge i piedi in una cosiddetta "direzione di fuga", a destra/sinistra dell'interlocutore. Qualche volta potrà capitare che la parte del corpo sotto il bacino sia rivolto verso le vie di fuga mentre la parte superiore sia rivolta frontalmente verso l'interlocutore, a dimostrare una forzatura ed un conflitto.
Bene, questi ed altri segnali possono esserci utili per comprendere meglio il risultato(feedback) della nostra comunicazione. Ricordate che non sono solo le parole a comunicare ma tutto l'insieme e che se vogliamo far passare il messaggio abbiamo da tener d'occhio l'interesse del nostro interlocutore, il nostro obbiettivo, se lui non è interessato, anche se abbiamo detto le parole più belle del mondo non otterremo nessun risultato. Se dedichiamo delle risorse e la giusta attenzione ad "Ascoltare" le parole e il corpo del nostro interlocutore avremo certamente più possibilità di successo.

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